Biografia dello Chef Gigino Gioia

Gli inizi e la formazione a Capaccio Paestum

Gigino Gioia muove i suoi primi passi nell’ambito della ristorazione nei primi anni ’70. Da giovanissimo frequenta la scuola alberghiera residenziale di Battipaglia (Salerno), dove scopre che la cucina è la sua vera passione. Terminato il percorso scolastico, inizia subito a lavorare nelle cucine di diversi locali di Capaccio Paestum, sua zona d’origine. In quegli anni la località vive un forte fermento turistico, grazie all’arrivo di visitatori da tutto il mondo, che porta alla nascita di numerose attività ristorative. In questo contesto, Gigino fa le sue prime esperienze come garzone presso strutture rinomate come l’Hotel Ambassador, l’Hotel Cerere e il ristorante La Fattoria. Il lavoro in cucina all’epoca è estremamente faticoso e mette a dura prova lo spirito, ma la costanza, il sacrificio e la tenacia prevalgono.

Gli anni d’oro a Firenze

Nel 1977, spinto dal desiderio di crescere professionalmente, decide di trasferirsi a Firenze. All’epoca della città toscana è una meta ambita dai cuochi emergenti: vi si pratica la cucina classica italiana, fatta di regole, precisione, puntualità e sperimentazione. Gigino resta incantato dalla maestria, dall’esperienza e dallo charme dei grandi chef del posto.

Entra come aiutante e commis di cucina nel famoso Ristorante da Otello, di proprietà del Cav. Otello Giannoni, a sua volta allievo del celebre chef francese Auguste Escoffier. La cucina del ristorante è guidata dagli chef Ademaro Rossi e Ivan Melani, professionisti di grandissima cultura gastronomica. In questo ambiente stimolante, ricco di profumi e creatività, la fantasia di Gigino trova la sua dimensione. Con passione e sana curiosità, scala la rigida gerarchia della brigata, diventando un punto di riferimento per i colleghi. A soli 17 anni, lo chef Rossi e il patron Otello gli affidano la partita dei primi piatti (allora definita “minestraio”). Questo traguardo non è per lui un punto d’arrivo, ma un trampolino di lancio verso l’alta cucina.

In seguito, a causa di un cambio di gestione, si trasferisce alla Pizzeria La Tavernetta. Il proprietario, il maestro fornaio Bruno Barranca, lo influenza profondamente con la sua umiltà e determinazione, trasmettendogli i principi fondamentali dell’arte bianca. Successivamente, dopo una breve esperienza al ristorante La Griglia, entra nella brigata dell’Hotel Michelangelo (gestione Moglia). Qui lavora sotto la guida dello Chef Giuseppe Pietrantuono, professionista impeccabile ed esperto di cucina nazionale e internazionale, che consolida definitivamente in Gigino l’amore per questo mestiere.

Il servizio militare in Marina (1981-1982)

Tra il 1981 e il 1982 svolge il servizio di leva nella Marina Militare, operando sempre in ambito culinario:

  • Taranto: cuoco (Z/ch) presso le cucine dell’infermeria.
  • Sabaudia: cuoco presso il centro sportivo della Marina Militare.
  • Napoli: cuoco per gli ufficiali presso il Quartier Generale.

Il ritorno a Paestum e le grandi strutture

Congedatosi dalla Marina, Gigino fa ritorno a Paestum, dove collabora con importanti realtà alberghiere della zona:

  • Hotel Poker Floreal (Battipaglia), al fianco dello chef Franco Schiettini.
  • Hotel Cerere, con lo chef Tobia Grimaldi.
  • Hotel Ariston, collaborando con gli chef Antonio Ventre e Raiola.
  • Hotel Clorinda: dal 1986 ne assume la guida come responsabile di cucina per oltre un ventennio, in occasione dell’apertura della struttura.
  • Gli Oleandri: prestando la sua opera professionale per la struttura dell’allora patron Pietro De Simone e la consorte Antonietta Pagano

L’insegnamento e i progetti nel Cilento (1999-2006)

Dal 1999 al 2006 viene nominato docente ITP presso la scuola alberghiera di Castelnuovo Cilento (l’attuale istituto “Ancel Keys”). In questa scuola ricopre ruoli di rilievo e idea numerosi progetti legati alla valorizzazione del territorio e della cucina cilentana, diventando uno dei maggiori esperti del settore. Tra le sue principali iniziative si ricordano:

  • Mani in pasta: progetto dedicato all’arte bianca (cucina, pasticceria e panificazione).
  • La cucina in agriturismo: corso rivolto agli adulti che desiderano inserirsi nel mondo della ristorazione cilentana.
  • Non siamo soli: progetto di inclusione lavorativa per ragazzi diversamente abili attraverso le attività ristorative.
  • Associazione Cuochi Cilentani: fonda, insieme ad altri collaboratori e appassionati, l’associazione “Cilento e Dintorni” (poi divenuta Associazione dei Cuochi Cilentani), di cui diventa rappresentante legale.
  • Gambero Rosso: partecipa alle attività della Città del Gusto a Roma, presentando i piatti tipici del Cilento in un evento patrocinato dal Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano.
  • Marchi d’Area è promotore e partecipa al progetto marchi d’Area ideato dall’Ente Parco Nazionale del Cilento e Vallo del Diano
  • La carne in famiglia: prepara gli alunni per il concorso ideato dall’Ente Parco, guidandoli alla vittoria del primo premio.

Il periodo all’IPSAR di Salerno e il “Piranesi” (2006-2023)

Dall’anno scolastico 2006/2007 si trasferisce all’IPSAR “R. Virtuoso” di Salerno, presso la sede di Capaccio Paestum (successivamente integrata nell’Istituto d’Istruzione Superiore “Piranesi”). Anche qui assume ruoli di grande responsabilità e coordina importanti progetti didattici e professionali:

  • Archeo Learning: ideatore e coordinatore dello storico progetto formativo realizzato in stretta sinergia con il Parco Archeologico di Paestum,fortemente voluto dall’allora Presidente Gabriel Zuchtriegel e dal Preside Loredana Nicoletti volto a unire la valorizzazione del patrimonio storico-culturale locale con le competenze enogastronomiche degli studenti.
  • Alternanza Scuola-Lavoro: responsabile del servizio per ben 8 anni.
  • Corsi di formazione per adulti: incentrati su cucina banqueting, cerimonie e cucina tipica cilentana.
  • Corsi di pasticceria: organizzazione di percorsi formativi di 1° e 2° livello.
  • Concorsi gastronomici: prepara e accompagna gli studenti a diverse competizioni nazionali, ottenendo prestigiosi primi posti.

Gli anni recenti e l’impegno nel sociale

Dal 2023 lo chef Gigino Gioia è in pensione, ma continua a dedicarsi attivamente alla sua passione tramite attività associative no-profit. Supporta le nuove leve del settore e offre formazione a chi desidera approfondire la cultura culinaria cilentana. Tuttora promuove con dedizione percorsi enogastronomici e culturali in tutto il territorio del Cilento.

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