La cultura enogastronomica del Cilento; l’Arte del cibo lento
a cura del Prof. Gigino Gioia
Il Segreto della Cucina Cilentana: Una Lezione Indimenticabile
Spesso il professor Gigino Gioia ama raccontare un aneddoto di quando, agli inizi, poco o nulla si comprendeva dell’importanza del patrimonio culturale, dei prodotti tipici e della divulgazione della cucina cilentana. Si trovava a tenere uno dei suoi numerosi corsi, quella volta rivolto ai bambini delle scuole medie.
La sfida: spiegare la tradizione ai più giovani
Il professor Gioia, al cospetto di una platea così numerosa e rumorosa, faticava a spiegare l’importanza della Dieta Mediterranea, delle abitudini rituali e ripetitive dei nonni e di quella cucina cilentana che trasuda odori, sapori e profumi.
Per catturare la loro attenzione, chiese ai ragazzi di immaginare le corse nelle stradine dei paesi, specie la domenica mattina, quando tutti si affrettavano per andare in chiesa o correvano in piazzetta a tirare calci a un pallone. Nell’aria si sentiva il profumo del sugo, del ragù che cuoceva lentamente, della carne appena messa sulla brace e l’odore prepotente dell’origano, del rosmarino o dell’aceto che accompagnavano la lenta e scoppiettante rosolatura.
Cercava, con immagini vivide, di rendere reale la loro immaginazione. Spiegava la differenza tra il Fast Food e la cucina cilentana, provando a trasformare tutto in un gioco: la ricerca delle erbe e delle spezie di cui il territorio è ricco.
L’obiettivo era trasferire la conoscenza sulla bontà delle tradizioni, scrivendo qualcosa su quelle pagine bianche che erano le teste dei ragazzi; qualcosa che si imprimesse per sempre e che potessero raccontare a casa a nonni, genitori e amici, per far capire in quale immensa ricchezza viviamo.
La domanda che cambiò tutto
In mezzo a questo sforzo per semplificare concetti che potevano sembrare inarrivabili, dal fondo dell’aula, nella penombra di una finestra socchiusa, una manina si alzò timidamente e una vocina si fece spazio.
Un bimbo si alzò in piedi e disse:
«Maestro, ma forse Cilento vuol dire cibo lento?»
Ci fu un attimo di silenzio. Sembrò che tutto si fosse fermato, come in un immenso rallentatore. Il professor Gigino Gioia, a piccoli passi, si avvicinò a quel bambino, gli chiese il nome e lo abbracciò.
L’essenza del Cilento
Quel bambino, nella sua candida innocenza, aveva colto nel segno. Aveva racchiuso un concetto immenso in un pensiero semplice, un’idea capace di arrivare a tutti. Il Cilento è, a tutti gli effetti, la terra del “cibo lento”, del tempo ritrovato e della vita vissuta a passo d’uomo.